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Il lavoro
L’86% dei nostri laureati intervistati lavora.
Tabella 1. Condizione occupazionale dei laureati (N=301)
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n |
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hanno un’occupazione retribuita |
184 |
61% |
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hanno più di un’occupazione retribuita |
74 |
25% |
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Totale occupati |
258 |
86% |
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non hanno un’occupazione retribuita |
43 |
14% |
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Totale |
301 |
100% |
Questa percentuale di occupati scende al 64% per i laureati a sei mesi dalla laurea e sale al 96% dopo tre-quattro anni.
Figura 1. Condizione occupazionale dei laureati per tempo trascorso dalla laurea (N=301)

I contratti di lavoro flessibile (tabella 2) interessano una parte consistente della distribuzione complessiva dei laureati e, sommati ad altre situazioni di lavoro precario, rappresentano oltre la metà dei laureati (55%). Tuttavia, la presenza di quasi un laureato su quattro (24%) che ha una posizione di lavoro dipendente a tempo indeterminato è un dato che fa ben sperare. Il lavoro autonomo è poco diffuso (13%) e, fortunatamente, sono poco diffuse anche le condizioni di lavoro senza regolare contratto (3%).
Tabella 2. Condizione contrattuale dei laureati occupati (N=258)
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n |
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Autonomi |
34 |
13% |
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Dipendenti precari |
143 |
55% |
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Dipendenti stabili |
63 |
24% |
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Non regolari |
8 |
3% |
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Altro o mancante |
10 |
4% |
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Totale |
258 |
100% |
La stabilità aumenta sensibilmente nel corso del tempo.
Figura 2. Condizione contrattuale dei laureati occupati per tempo trascorso dalla laurea (N=258).

La situazione occupazionale dei laureati è interessante anche se si considerano le attività lavorative svolte da studenti: solo l’8% dei nostri laureati si è dedicato unicamente allo studio. Nel restante 92% c’è un 68% che ha lavorato periodicamente, per esempio dedicandosi a lavori stagionali, oppure occasionalmente e, quindi, quasi un laureato su quattro (24%) che ha lavorato con continuità per tutto il periodo degli studi universitari. Se si esclude la motivazione economica, forse la più scontata per uno studente che desideri un minimo di autonomia dalla famiglia di origine, i nostri intervistati hanno scelto di lavorare da studenti:
i) per trovare sinergie tra studio e lavoro;
ii) per timore di non avere sufficienti garanzie dal solo titolo di laurea;
iii) per comprendere meglio le proprie vere inclinazioni sperimentandole sul campo.
L’esperienza lavorativa dei nostri laureati è precoce ed intermittente: si comincia a lavorare già durante gli studi, lo studio può essere temporaneamente interrotto per approfittare di un periodo in cui ci sono maggiori opportunità di lavoro, si integra lo studio con esperienze di stage in azienda, ecc.
I laureati imparano rapidamente che la propria carriera, gli avanzamenti professionali e anche il miglioramento delle condizioni più strettamente economiche non sono più garantite dall’anzianità, dalla fedeltà all’azienda e dal merito, ma dalla propria capacità di sfruttare appieno tutte le occasioni di spostamento da un posto di lavoro all’altro, da una professione ad un’altra e da un settore all’altro. Un quarto dei nostri laureati lavora contemporaneamente in posizioni e settori diversi mantenendo aperte diverse attività (tabella 1).
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