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2.0: LA NUOVA SFIDA DI MULINO BIANCO PDF
scritto da larad   
sabato 14 marzo 2009

Navigando alla ricerca di qualcosa di interessante nell’ambito della comunicazione e del marketing non convenzionale, mi sono imbattuta nel blog di Cristiano Callegari. Aprendo Zio Burp, il blog, ho trovato nella home page un post che ha catturato la mia attenzione: L’azienda 2.0 e lo scoop dello spione al parco.

Finalmente ho trovato quello che cercavo. “C’è quest’azienda italiana, ma una grande eh, che sta per aprire una nuova community che sarà una via di mezzo tra una scatola dei suggerimenti e un laboratorio progettuale. Ma anche un luogo di democratico confronto e voto, con le pareti color social network”. Mentre leggevo, la mia curiosità cresceva perché volevo scoprire chi si celava dietro ad un progetto così innovativo.

Finito il post, passo a leggere i commenti e finalmente scopro di chi si tratta: Mulino Bianco.

Nel mentre, in tv passa uno spot cortissimo di Mulino Bianco che invita a visitare il sito nelmulinochevorrei.it per scoprire il nuovo progetto di comunicazione online ideato dall’azienda. Cerco informazioni e scopro che lo spot è stato concepito dall’agenzia Armando Testa. Si tratta di una campagna di sostegno a quella presente sul web composta da tre soggetti di 10 secondi ciascuno, in onda sulle principali reti televisive a partire dall’8 marzo. Gli spot sono solo il manifesto del progetto e, attraverso voci e primi piani, ripercorrono i desideri e le emozioni che persone diverse “sentono nel loro Mulino .

Mulino Bianco è da sempre molto attenta alle esigenze dei propri consumatori e ha continuamente cercato di interpretare i loro desideri.

Per questo, oggi, grazie ai nuovi canali e mezzi di comunicazione, vuole raggiungere e coinvolgere i propri clienti in modo diverso con questo progetto per crescere insieme.

 La voglia di conoscere cosa realmente vuole ottenere Barilla con questa iniziativa, mi spinge ad esplorare in lungo e in largo il sito.
Gli obiettivi di Nel mulino che vorrei sono, quindi, di raccogliere le idee dei consumatori, analizzarle in modo da capire se sono in linea con la missione, la visione e i valori dell’azienda, e poi, se possibile, realizzarle insieme.
L’azienda è pronta a mettersi in gioco ed è aperta a qualsiasi tipo di proposta, anche se non coerente con la tipologia di pubblicità  che ha finora realizzato per i propri prodotti. Ogni idea, in seguito alla sua valutazione, riceverà una risposta pubblica in termini di fattibilità o meno, con le motivazioni che hanno spinto ad effettuare la scelta.
La partecipazione al progetto è assolutamente spontanea e non esistono compensi in denaro o in oggetti.
Quindi, sarà solamente il consumatore che spinto dall’affetto verso l’azienda deciderà di fare la sua proposta.
Mulino Bianco ha delle soluzioni anche per chi non ha un’idea chiara e precisa: infatti, si può partecipare anche esprimendo i propri giudizi, commentando e valutando le proposte degli altri.
Infine, Mulino Bianco valuterà le idee su due livelli: in primo luogo, si coinvolgeranno l’Amministratore Delegato il Direttore Generale e il Direttore Marketing di Mulino Bianco, i quali, periodicamente, daranno un parere prettamente di business sull’idea in questione (questa fase richiede 4/6 settimane); in secondo luogo, l’idea verrà analizzata dal punto di vista dei costi/benefici. Se sarà ritenuta positiva, potrà essere inserita nel ciclo di analisi approfondita e portata in realizzazione (questa fase richiede dalle 8 alle 16 settimane).

La vera e propria realizzazione, però, richiede tempi molto lunghi che verranno comunicati attraverso il sito. Una volta che l’idea verrà messa in pratica l’autore della proposta sarà invitato a presenziare al lancio del progetto e a commentare la propria esperienza partecipativa.

Poi, navigando ancora alla ricerca di nuove informazioni, ho scoperto che Mulino Bianco ha aperto un canale anche su Twitter e FriendFeed.
Proprio quest’ultimo è molto interessante perché mostra l’altra faccia dell’“ascolto” di Barilla.
Vi si trovano commenti, ma soprattutto suggerimenti per far sì che i diversi canali possano essere usati in maniera più efficace, più logica e meno dispersiva. Per esempio, ieri pomeriggio è stato suggerito da alcuni utenti, come  Antonio Tombolini  e Enrico Sola, di togliere l’intro e la musica, o perlomeno di inserire il tasto skip intro in modo da velocizzare l’accesso a nelmulinochevorrei.it.
Dopo poche ore la richiesta degli utenti è stata accolta ed è stata inserita la funzione Entra nel Mulino che Vorrei che permette agli utenti di entrare direttamente nel sito senza dover guardare ogni volta la presentazione.

Ho l’impressione che quest’azienda storica italiana, fortemente legata alla tradizione, stia veramente cercando un nuovo contatto con la propria clientela e stia facendo sul serio, visti i diversi strumenti, come il sito nelmulinochevorrei.it, Twitter, FriendFeed, presi in considerazione per questo nuovo progetto. È bello sapere che finalmente qualcuno ha deciso di intraprendere la strada della comunicazione online, in Italia ancora poco usata a livelli strategici, ed è ancora più confortante vedere che a fare da pioniere è una grande azienda come Barilla. Questa, nel corso degli anni, ha creato una forte identità di marca, in conseguenza alla quale il cliente “sente” di appartenere ad un gruppo di persone che hanno la sua stessa passione e i suoi stessi gusti(http://www.mulinobianco.it/diari). Quindi l’azienda ascolta i suggerimenti provenienti dalle varie community e dai social network e cerca di trarne benefici per rinnovarsi e per soddisfare i desideri della propria clientela. Non si sa mai che da queste proposte, Barilla riesca a riscoprire sapori e prodotti dimenticati, ma che sono rimasti nel cuore dei propri consumatori. Infine, si spera che l’azienda in questione sia la prima ma non l’ultima ad usufruire di questi strumenti. Il problema è che non tutte le aziende sono pronte Tecnologie della Comunicazione, e, di conseguenza, tutto ciò che proviene da lì viene smembrato dai piani di marketing. 

 

[Nota dell'ADMIN: questo articolo è stato mandato in data  10 Marzo 2009. Poi, per una svista, è stata inserita sbagliata la data di pubblicazione e così è andato online oggi. Mi scuso con l'autrice e con tutti voi ]

 

 


ultimo aggiornamento ( martedì 14 aprile 2009 )
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